LISTA CIVICA "BELVEDERE SOLIDARIETA' E DEMOCRAZIA" 30 aprile 2009
Comune di Belvedere Ostrense Provincia di Ancona
Abitanti: 2314 al 31-12-2013 (1137 maschi - 1177 femmine)
Famiglie: 887 (al 31-12-2013)
Altitudine: 251 mt. s.l.m. (Municipio)
Latitudine: 43° 34' 59,16"
Longitudine:13° 10' 56"
Superficie: 28,91 kmq
Distanze:
Dal casello autostradale di Ancona nord km 22
Dal casello autostradale di Senigallia km 18
Da Ancona km 40
Da Senigallia km 20
Da Jesi km 11

sabato 25 luglio 2009

Belvedere Ostrense (dati generali)

Il comune di Belvedere Ostrense ha ottenuto nel 2005 il riconoscimento della Bandiera Verde Agricoltura che viene conferito dalla CIA - Confederazione Italiana Agricoltori.
La bandiera verde è:
"un premio per il riconoscimento al comune che si è particolarmente distinto nelle politiche di salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio, anche a fini turistici, nell'uso razionale del suolo, nella valorizzazione dei prodotti tipici locali, nell'azione volta a migliorare la vita economica degli operatori agricoli e, più in generale, dei cittadini."

I dati anagrafici sono stati rilevati dal censimento del 2001
Municipio: Comune di Belvedere Ostrense (Provincia di Ancona) Corso Barchiesi 22

60030 Belvedere Ostrense AN
Tel 0731 617003 Fax 0731 617005

Codice Fiscale 00185520426
Santo Patrono: San Pietro Apostolo Giorno Festivo 29 giugno
Dati geografici: Superficie 28,91 km² (Estensione del territorio comunale espressa in chilometri quadrati).
Altitudine: 251 mt. s.l.m.(min 77, max 254 località monte murello) Misura espressa in metri sopra il livello del mare del punto in cui è situata la Casa Comunale (251 mt.), con l'indicazione della quota minima e massima sul territorio comunale).
Coordinate: latitudine 43° 34' 59.16" N - longitudine 13° 10' 10.56" E (Coordinate geografiche espresse in latitudine Nord (distanza angolare dall'equatore verso Nord) e longitudine Est (distanza angolare dal meridiano di Greenwich verso Est).

Classificazione sismica e climatica
Pericolosità sismica 2
Zona con pericolosità sismica media, dove possono verificarsi terremoti abbastanza forti.
L'Italia è suddivisa in zone sismiche con 4 classi di pericolosità:zona 1 (alta): zona 2 (media): zona 3 (bassa): zona 4 (molto bassa)
Classificazione sismica indicata nell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n°3274/03, aggiornata al 16/01/2006 con le comunicazioni delle regioni).
Zona climatica E
Periodo di accensione degli impianti termici: dal 15 ottobre al 15 aprile (14 ore giornaliere), salvo ampliamenti disposti dal Sindaco. L’Italia è divisa in sei zone climatiche (A, B, C, D, E, F) che variano in funzione dei gradi-giorno (GG) associati al territorio comunale.D.P.R. n. 412 del 26 agosto 1993, tabella A e successive modifiche ed integrazioni.
Gradi giorno 2.109
Il Grado Giorno (GG) è l'unità di misura che stima il fabbisogno energetico necessario per mantenere un clima confortevole nell’abitazione.

Cognomi più frequenti a Belvedere Ostrense
1° Mancinelli
2° Cingolani
3° Petrini
4° Piccioni
5° Sabbatini
6° Santoni
7° Ceccacci
8° Ceccarelli
9° Santinelli
Dati Generali
Provincia: Ancona
Distanza dal capoluogo (Ancona): 38 chilometri.
Abitanti: 2.179 al 31-12-2001
Densità abitativa: 75,40 abitanti per chilometro quadrato
Popolazione al 1991: 2.227 abitanti
Popolazione al 2001: 2.179 abitanti
Variazione percentuale: -2,16%
Famiglie: 759
Media per nucleo familiare: 2,87 componenti

Frazioni
Fornace: abitanti 150
Madonna Del Sole: Abitanti 100

Occupazione lavorativa generale: 716 individui, pari al 32,86% del numero complessivo di abitanti del comune di Belvedere Ostrense.
Industrie 48
Addetti 337
Percentuale sul totale 47,07%
Servizi 46
Addetti 87
Percentuale sul totale 12,15%
Amministrazione 32
Addetti 185
Percentuale sul totale 25,84%
Altro 42
Addetti 107
Percentuale sul totale 14,94%

Il Comune di Belvedere Ostrense confina con i seguenti 8 comuni, ordinati per distanze crescenti da Belvedere Ostrense.
San Marcello (AN) Km. 3,5
Ostra (AN) Km. 4,5
Morro d`Alba (AN) Km. 5,5
Montecarotto (AN) Km. 13
Senigallia (AN) Km. 18
Castelplanio (AN) Km. 22
Maiolati Spontini (AN) Km. 22
Poggio San Marcello (AN) Km. 23

Nome degli Abitanti: belvederesi
Origine del Nome: belvedere, dalla fortezza fatta erigere dai monaci benedettini in difesa dei superstiti delle invasioni dei Goti; ostrense, per la vicinanza con l’alleato comune di Ostra

Notizie in pillole
Belvedere Ostrense ha origine medioevale. Sulla Piazza principale del paese, in quell'antico palazzo appartenuto ai Conti Baleani, dal 1872 ha sede il Comune. All'interno della sede municipale si conserva una tavola raffigurante un Angelo che presenta su di un vassoio il Castello di Belvedere a San Pietro, il quale, a sua volta, con un gesto lo indirizza alla Madonna del Sole che appare in alto. Nella sala consigliare è inoltre possibile ammirare un importante cimelio storico, il "Pallio" di San Floriano: imponente stendardo con l'effigie dello Stato iesino. Le mura castellane, in laterizio, hanno forma pressochè rettangolare e sono munite in quasi tutto il percorso del cammino di ronda. Un tempo cingevano interamente il paese a cui si accedeva per due porte, l'una detta di S. Maria e l'altra di S. Antonio, da tempo scomparse. Inaugurato nel dicembre 1989, il Museo Internazionale dell'Immagine Postale raccoglie testimonianze visive dell'evoluzione e dei sistemi postali nel mondo. Importante per Belvedere Ostrense, infatti, è il culto di San Rufo che fu tabellarius, cioè postino, martirizzato nel 303 durante la feroce persecuzione contro i cristiani stabilita da Diocleziano. La chiesa lo elesse protettore dei portalettere e le sue spoglie furono trasferite da Roma a Belvedere Ostrense nel 1808.

venerdì 24 luglio 2009

Belvedere Ostrense "Centro"


CENNI STORICI
Su di un colle, all’epoca romana, esisteva un importante Paese nominato “Arcisianum”, probabilmente distrutto dalle invasioni barbariche del V secolo.
Intorno al X secolo arrivarono i Benedettini che fondarono un importante Monastero chiamato “San Giovanni in Arcignano”, posto probabilmente lungo la strada che conduce a S. Marcello. I Monaci radunarono intorno a sé ben presto degli aiutanti formando un piccolo villaggio lungo la strada maestra. A causa della necessità di difesa di quei tempi è probabile che i Monaci abbiano costruito, nel luogo dove c’è adesso il paese, un piccolo castello di difesa senza alcuna importanza, nel luogo più elevato e strategico, il quale, oltre la chiesa di S. Pietro, aveva solo poche case e fosse per riporvi il grano.
Verso la fine del XII secolo i Monaci cedettero i feudi posti in questo luogo al comune di Jesi. Nel 1290 il Monastero risultava abbandonato e forse distrutto.
Nel 1211 nel territorio sud-ovest esisteva già un’antichissima Pieve, in contrada Casartino, (ora Fornace) forse fondata, fin dai primi secoli del cristianesimo, dal Vescovo di Senigallia. Il più antico documento conosciuto che parla di questa Pieve è la celebre Bolla di Onorio III del 1223 al Vescovo di Senigallia, dove il Papa, ricostituendo e determinando detta Diocesi, restituiva e dichiarava la Pieve appartenente alla Diocesi come per il passato.
Certamente in questo periodo la Pieve di S. Maria di Casartino estese la sua giurisdizione su quasi tutte le Chiese di questo territorio, compresa la Chiesa di S. Pietro, unica, allora, di questo castello.
Ugolino è il nome del primo Parroco di cui abbiamo memoria in un documento del 1290, dove si dice anche che erano soggette alla Pieve: la Chiesa di S. Pietro di Belvedere, S. Maria di Ronzano, e altre. La giurisdizione della Pieve durò fino alla metà del del XV secolo, quando passò alla Chiesa di S. Pietro. Nel 1355 il territorio fu ceduto a Nicolò di Buscareto dal Cardinale Albornoz. Grazie a questa famiglia, Belvedere uscì dall’anonimato e iniziò a svolgere un ruolo territoriale di qualche rilievo; fu circondato di un sistema di mura e munito di una rocca edificata sulla parte più elevata del piccolo poggio. Nella prima metà del secolo XV fu sotto i Malatesta, che ne occuparono il castello nel 1414, e sotto Francesco Sforza. Intorno al 1450, passò sotto il dominio dello Stato Pontificio, di cui seguì le sorti molto da vicino e nel 1451 la formidabile rocca di Belvedere venne distrutta per volontà del papa Niccolò V e snidare così un gruppo di Fraticelli (setta eretica) che qui si era insediato. Posto in posizione dominante al centro di un territorio agricolo favorevole alla cerealicoltura, vide aumentare la sua popolazione e divenne residenza di molte famiglie possidenti, che via via acquisirono uno status nobiliare e dettero lustro al castello con personaggi di rilievo e opere pubbliche. Con la soppressione del contado di Jesi nel 1808 Belvedere divenne comune autonomo. Dopo l’unità mutò la sua denominazione in quella di Belvedere Ostrense in omaggio all’antico municipio di Ostra, che sorgeva nella valle del Misa ai confini del suo territorio.

EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
Abitanti censiti
  • 1861---2.356 abitanti
  • 1871---2.443 abitanti
  • 1881---2.336 abitanti
  • 1901---2.721 abitanti
  • 1911---2.701 abitanti
  • 1921---3.033 abitanti
  • 1931---3.255 abitanti
  • 1936---3.342 abitanti
  • 1951---3.364 abitanti
  • 1961---3.006 abitanti
  • 1971---2.360 abitanti
  • 1981---2.270 abitanti
  • 1991---2.227 abitanti
  • 2001---2.179 abitanti
  • 2007---2.289 abitanti
  • 2008---2.319 abitanti
  • 2009---2.312 abitanti


lunedì 20 luglio 2009

Frazione "Fornace" (Cenni storici)

La frazione Fornace fa parte del Comune di Belvedere Ostrense dal cui centro dista 3,76 Km; è situata a 173 metri sul livello del mare, vi risiedono circa 150 abitanti.

Il nome della frazione Fornace deriva dalle fornaci che tempi fa operavano in questa borgata. Ben poco si sa sulla loro storia che si è via via perduta col passare degli anni, le uniche tracce sono state ricostruite grazie ai ricordi di alcune persone vissute nella zona.
Il nome attuale Fornace è stato assegnato alla frazione negli anni 60; ma già dalle carte topografiche dei primi del 1900 la borgata risultava chiamarsi Fornaci della Pieve dovuto alle fornaci ed alla antica Pieve che fino al 1975 dominava la zona dal punto più in alto del territorio.
L’antico nome sta a confermare che di fornaci ve ne erano due, la più piccola e più recente era situata vicino alla attuale Chiesa e precisamente dove c’è l’autodemolizione; non fu mai completata nella sua struttura e quindi lavorò per poco tempo.
La sua costruzione iniziò nei primi anni del 1900, lavorò per una decina di anni, il camino era alto solamente una decina di metri, da questa vennero prodotti solo pochi mattoni.
L’altra fornace più grande e più vecchia, si presume sia stata costruita verso il 1850, era collocata in fondo alla stradina al centro attuale della frazione; attualmente c’è una vecchia casa colonica.
Delle due fornaci ora non esiste più nessuna traccia se non altro che i mattoni ed i coppi delle case più vecchie dove ancora risalta la scritta “Fornace della pieve”.
Nessuno sa con precisione l’anno di fondazione di entrambe, si sa solo qualcosa sulla loro fine. Di questa più grande ci sono più notizie perchè le persone che ce le hanno raccontate a quei tempi erano bambini e d’inverno andavano a giocare dentro i depositi della lignite, situati sotto il fabbricato dove fino a pochi anni fa c’era il distributore della benzina.
Oppure andavano a scaldarsi o a cuocere le castagne nei forni di cottura dei mattoni.
I padroni di questa fornace ai primi del 1900 erano i signori Picchi e Radicioni che avevano anche una fabbrica di conserva a Chiaravalle ed erano anche proprietari di tutte le terre della zona del “ Palazzo”, zona lungo la via che da Fornace porta ad Ostra Vetere; Picchi possedeva anche l’attuale palazzina situata a ridosso della pineta di Belvedere.
Verso il 1915 questi due signori, siccome erano anziani, cedettero la fornace a Cappellini e Bruciavini, professore all’ospedale di Montecarotto; ma dopo pochi anni, a loro volta vendettero la fornace ad un certo Mancini di Jesi direttore di scuola.
Mancini era proprietario di molti terreni a Collefiorente e a Montecarotto e quindi gli servivano i mattoni per costruire le case per i contadini.
Completate le case di loro occorrenza, verso il 1925 Mancini decise di dedicarsi solo ai terreni e non trovando nuovi acquirenti cessò l’attività della fornace.
Dopo qualche anno di abbandono, verso il 1930, il proprietario diede l’incarico di abbattere il camino della fornace alto circa 40 metri; fu una impresa rischiosissima pensando alle poche attrezzature disponibili a quei tempi, che soltanto Eldo Cingolani ed Enrico Barcaglioni eseguirono.
Fecero cadere il camino di lato a ridosso della collina, che causò un grandissimo boato; ricevettero come ricompensa i mattoni che riuscirono a recuperare che poi utilizzarono per la costruzione delle loro case.
Qualche anno dopo un certo Quattrocchi, anche lui professore all’ospedale di Montecarotto, voleva riaprire la fornace ma ricostruire il camino era troppo costoso e quindi ci rinunciò.
Peccato, forse quel camino buttato giù in un attimo, avrebbe potuto segnare la storia della frazione. Negli ultimi anni lavoravano alla fornace circa una ventina di uomini ed una decina di donne; addirittura nel 1914 le autorità di allora misero in piedi un progetto di costruzione di una ferrovia passante al centro della Fornace che andava da Chiaravalle a Jesi fino a Pergola; ma la prima guerra mondiale purtroppo fece rimanere quel progetto in un cassetto.
Nella fornace venivano prodotti mattoni, coppi, tavelle, brocche e vasi; solo sui coppi e sulle tavelle veniva incisa la scritta “Fornace della Pieve”.
Tra quelli che lavorarono alla fornace vennero citati alcuni nomi tra i quali: Eugenio Ragaglia, capo d’opera, alcuni ricorderanno il figlio Vittorio; Pacifico Pistelli fuochista; Lombardo Petrolati motorista, morto trascinato dalle pulegge del meccanismo che movimentava la catena di trasporto dei mattoni nelle camere di cottura. Checco lo zoppo da Belvedere, Petrini Enrico, Pistelli Giulio, Morsucci Marino e Ferretti Giuseppe, tutti “terrazzieri” che trasportavano la terra con i carrelli; Barchiesi Adamo e Goffi Ernesto, “scariolanti” che trasporatavano la terra con le carriole; Neno de Paolò da Montecarotto, lavorava dentro la cava della terra. Hanno detto che quando andava a casa la sera era tutto interrato dai piedi al viso, come un maiale; Remo da Chiaravalle autista del camion Fiat BL che portava la lignite per i forni dalla stazione di Chiaravalle fino alla fornace.
Alla fine delle giornate di lavoro si ritrovavano tutti a bere un bicchiere di vino nell’osteria di Paolo Ragaglia che era situata vicino ai depositi della lignite, all’imbocco della stradina che oggi dalla provinciale porta nell’area dove un tempo era situata la fornace.
Questa breve storia è stata scritta grazie ai racconti di Primo Donninelli e Delio Petrini.
Sauro Petrini

sabato 18 luglio 2009

La Pieve presso la frazione "Fornace"


Nel 1211 nel territorio a sud-ovest di Belvedere Ostrense esisteva già un’antichissima Pieve, in contrada Casartino, (ora Fornace) forse fondata, fin dai primi secoli del cristianesimo, dal Vescovo di Senigallia. Il più antico documento conosciuto che parla di questa Pieve è la celebre Bolla di Onorio III del 1223 al Vescovo di Senigallia, dove il Papa, ricostituendo e determinando detta Diocesi, restituiva e dichiarava la Pieve appartenente alla Diocesi come per il passato.
Certamente in questo periodo la Pieve di S. Maria di Casartino estese la sua giurisdizione su quasi tutte le Chiese di questo territorio, compresa la Chiesa di S. Pietro, unica, allora, di questo castello. La giurisdizione della Pieve durò fino alla metà del del XV secolo, quando passò alla Chiesa di S. Pietro.
Alla fine del 1800 fu costruita una nuova chiesa posta sull’area della precedente, con annessa una casa dove risiedeva un sacerdote col titolo di curato, che aveva cura d’anime, dipendente dal Parroco del paese. In essa esisteva, da tempo immemorabile, una Pia Unione o Confraternita, detta del Sacramento.
Negli anni ’70 la vecchia chiesa era pericolante e così venne ricostruita poco lontano una nuova chiesa in stile moderno; nel luogo dove prima esisteva la vecchia chiesa ora è stata posta una croce in ricordo.

mercoledì 15 luglio 2009

Frazione "Madonna Del Sole"

La frazione Madonna Del Sole fa parte del Comune di Belvedere Ostrense, dal cui centro dista 2,19 Km; è situata a 202 metri sul livello del mare, vi risiedono circa 100 abitanti.

Al centro dell frazione vi è situato il Santuario da cui ne prende il nome. Santuario che risale a tempi assai remoti: secondo gli storici sembra addirittura essere esistente già nel 1290. Esso era costruito in un luogo diverso da quello attuale (a circa 600 metri di distanza, nella valle che si apre ad Est rispetto a chi guarda l'odierno tempio) e per molto tempo fu custodito da alcuni eremiti e noto sotto il nome di Chiesa di Santa Maria delle Valle. In esso il pittore Andrea di Bartolo nel 1471 dipinse sul muro l'immagine di Maria, sul petto della quale spicca un sole raggiante: da qui il titolo di Madonna del Sole. Sin dall'inizio la Chiesa vide una folta e devota affluenza di fedeli richiamati dai miracoli e dalle numerose grazie operate dalla Madonna. Nel 1656 si dovette ricorrere però alla costruzione di un nuovo tempio essendo il primo divenuto pericolante. Questo fu eretto nel luogo attuale, sotto la custodia dei Padri Riformati, ma solo dopo 10 anni, con una solenne festa, fu possibile la traslazione della sacra immagine: era, molto probabilmente la prima domenica di Maggio. Nel 1673 fu collocata nel campanile una piccola campana che in seguito diverrà importante a motivo di un prodigio. Siamo nei primi giorni del 1734: in un'ora insolita gli abitanti del luogo sentono all'improvviso gli abitanti della campana. Pensando a qualche funzione straordinaria molti di essi si avviano verso la chiesa e giunti rimangono meravigliati nel trovare la porta chiusa e nessuno in chiesa. Credendo in un abbaglio ritornano alle loro occupazioni. Alcuni giorni dopo però il suono si ripeté e questo, ad intermittenza, continuò per 11 mesi, attirando i fedeli e le stesse autorità religiose che confermarono il miracolo con atti pubblici. Con questo prodigio Maria aveva voluto richiamare i suoi figli, non più numerosi e devoti a quel luogo, a lei così caro. Tante furono le grazie elargite, che i fedeli tornarono ad affollare la sua chiesa: si rese così necessario la costruzione di un edificio più adeguato. In meno di due anni, grazie alle offerte, venne edificato il tempio attuale. Questo, di forma ottagonale (datagli per conferire maggiore stabilità) contiene: sopra l'altare maggiore l'immagine della Madonna del Sole, al lato destro un dipinto dedicato alla Presentazione di Maria, al lato sinistro un bellissimo crocifisso in legno; sulla parete a fianco dell'altare maggiore una piccola campana: è la campana del miracolo. Questo tempio fu inaugurato il 9 Settembre 1736. A coronamento il 17 Febbraio 1737 il comune di Belvedere Ostrense proclamò la Madonna del Sole patrona speciale del paese.

Sportello Cir 33

Il 2° ed il 4° mercoledì di ogni mese dalle ore 8,30 alle 12,30 è possibile ritirare i sacchetti biodegradabili per i rifiuti organici presso la sala giunta del Comune di Belvedere Ostrense.
Sarà necessario esibire il codice identificativo del contenitore grigio assegnato all'utenza.
Lo sportello è anche a disposizione dei cittadini per qualsiasi informazione necessaria relativa alla gestione dei rifiuti in genere.

mercoledì 1 luglio 2009

Belvedere Ostrense: Belvedere Solidarietà e Democrazia si presenta al consiglio comunale


Di recente si è insediata a Belvedere Ostrense la nuova Amministrazione comunale


Durante la seduta consiliare il gruppo di minoranza, nel fare gli auguri di buon lavoro al sindaco ed a tutti i componenti del consiglio comunale, ha rimarcato il ruolo che le compete per dovere verso il 43% degli elettori di Belvedere e come garante verso gli elettori che hanno eletto il gruppo di maggioranza.
Il capogruppo di minoranza Sauro Petrini ha precisato che eserciteranno il loro ruolo con impegno, con decisione, con fermezza, in maniera costruttiva e per quanto possibile collaborando con la maggioranza, con l’unico intento che è il bene del paese e dei suoi cittadini. Oltre alle regole, alle normative ed al buonsenso, si farà riferimento ai rispettivi programmi elettorali delle due liste, ai documenti prodotti ed agli impegni presi con i cittadini durante la campagna elettorale.
Nel prosieguo della seduta, il rappresentante della minoranza ha commentato le linee programmatiche della nuova amministrazione comunale ritenendole in diversi punti non coerenti con lo stato attuale e con le esigenze del paese tra le quali:

  • Il cablaggio della linea ADSL su banda larga, il progetto è già in essere dal 2008 con la Regione Marche per mezzo della amministrazione precedente (distribuito a tutti i consiglieri in aula un documento attestante lo stato di avanzamento). Non tiene conto di energie alternative rinnovabili e di risparmio energetico, cosa di attualità oggi in quasi tutte le pubbliche amministrazioni;

  • Non c’è nessuna politica rivolta alla riduzione dell’inquinamento ambientale ed alla salvaguardia dell’ambiente;

  • Il comune non può intervenire come menzionato, sul recupero di rifiuti specifici e degli accessori agricoli in quanto vi è già una normativa che lo regola e prevede il conferimento diretto da parte degli agricoltori in discarica o centri di raccolta dedicati;

  • Non è possibile effettuare come ipotizzato, il passaggio delle strade da vicinali a comunali in quanto vi è una normativa nazionale di classificazione che le regola;

  • Asfaltatura di strade impercorribili: non ce ne sono a Belvedere;

  • L’ampliamento della casa di riposo non è un lavoro che può eseguire il comune in quanto struttura non di sua proprietà;

  • Verifica delle condizioni delle scuole cittadine: già fatta;a luglio partirà l’adeguamento sismico ed ampliamento della scuola materna, mentre per la scuola elementare è già stato redatto il progetto preliminare per l’adeguamento sismico;

  • Incentivazione del turismo culturale/commerciale: sono già in essere delle iniziative con delle associazioni locali a cui il comune aderisce da diverso tempo (Sistema turistico della Marca Anconetana, Gal, Ass. Città del vino, Ass. Città dell’olio, Ass. Colli Esini). Formazione di guide turistiche: già in essere, sono operativi da alcuni anni, in collaborazione con la Pro Loco, otto ragazzi/e che hanno una preparazione culturale piuttosto marcata sulla storia del paese con conoscenza approfondita delle lingue inglese, francese e spagnolo;

  • Rilancio CAG: semmai è da implementare nelle attività e non da rilanciare;
Altro punto piuttosto importante non inserito nelle linee programmatiche della nuova amministrazione comunale riguarda la presenza numerosa a Belvedere Ostrense di cittadini stranieri che oggi è pari al 10 % della popolazione residente, quasi il doppio della media nazionale. Oramai anche nei piccoli paesi come il nostro si ha a che fare con il fenomeno della immigrazione e quindi non si può non pensare anche alla integrazione di queste persone che in certi casi risultano indispensabili per il paese, vuoi come badanti vuoi come lavoratori nei ruoli soprattutto più umili dove nessuno di noi si vuole più dedicare.
Sono stati inoltre trattati nella prima seduta consiliare altri argomenti di routine per la circostanza specifica. I componenti del gruppo “Belvedere Solidarietà e Democrazia” colgono l’occasione di questo articolo per ringraziare tutti quei cittadini che hanno dimostrato il loro consenso e la loro solidarietà nella recente tornata elettorale.