LISTA CIVICA "BELVEDERE SOLIDARIETA' E DEMOCRAZIA" 30 aprile 2009
Comune di Belvedere Ostrense Provincia di Ancona
Abitanti: 2314 al 31-12-2013 (1137 maschi - 1177 femmine)
Famiglie: 887 (al 31-12-2013)
Altitudine: 251 mt. s.l.m. (Municipio)
Latitudine: 43° 34' 59,16"
Longitudine:13° 10' 56"
Superficie: 28,91 kmq
Distanze:
Dal casello autostradale di Ancona nord km 22
Dal casello autostradale di Senigallia km 18
Da Ancona km 40
Da Senigallia km 20
Da Jesi km 11

domenica 20 marzo 2011

Regione Marche: mancato riconiscimento dello stato di calamità

Le Marche saranno la prima regione italiana a sperimentare l'attuazione del decreto "Milleproroghe" che prevede, in caso di calamità, l'impiego di risorse proprie per far fronte ai danni provocati dagli eventi.

Dichiarazione congiunta della presidente della Conferenza delle autonomie locali Marche Patrizia Casagrande e del presidente del Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro Graziano Fioretti

ANCONA -Avevamo creduto che la lunga, conflittuale stagione inaugurata dal governo nei confronti degli enti locali, potesse incontrare una battuta d'arresto di fronte al dramma dell'alluvione che ha colpito la nostra regione. Purtroppo, con rammarico e indignazione, dobbiamo riconoscere che ci eravamo sbagliati.

Le Marche saranno la prima regione italiana a sperimentare l'attuazione del decreto "Milleproroghe" che prevede, in caso di calamità, l'impiego di risorse proprie per far fronte ai danni provocati dagli eventi.

Dunque, come annunciato dal nuovo capo della Protezione civile Gabrielli, gli oltre 450 milioni di euro necessari a ripristinare le condizioni di normalità del tessuto civile ed economico dovranno essere reperite nella riclassificazione delle voci del bilancio regionale, elevando l'imposizione fiscale delle addizionali Irpef e Irap e dell'accise sulla benzina. Non è difficile capire come gli effetti di questa cinica politica ricadranno, in primo luogo, sulle fasce più deboli della popolazione - lavoratrici, lavoratori e pensionati - e sul nostro sistema delle imprese, pregiuducandone la ripresa economica. Ed è per questo che sosterremo il presidente Spacca nella denuncia dell'incostituzionalità del decreto.

Contestualmente, però, non possiamo non registrare come i marchigiani, per la seconda volta a distanza di pochi mesi, si troveranno a fare i conti con l'irresponsabilità del governo che, già con la manovra economica dello scorso anno - quella degli iniqui tagli orizzontali e del drastico ridimensionamento dei trasferimenti statali a regioni e autonomie locali - aveva penalizzato, anziché premiare, i conti in ordine dei nostri enti, frutto di un virtuosismo finanziario costruito insieme ai territori.

È ormai chiaro a tutti che, dietro le forme di un federalismo antisolidale e sempre più ritagliato sulle esigenze politico-elettorali della Lega (chi non ricorda le centinaia di milioni di euro stanziate per l'alluvione in Veneto?), si celano inquietanti pulsioni disgregatrici mirate a scardinare i meccanismi che, fino ad oggi, hanno garantito quella coesione sociale in grado, soprattutto in regioni come le Marche, di essere il punto di forza della nostra crescita e della nostra capacità di resistere alla crisi.

E un'ulteriore prova di questa politica ad uso e consumo dei partiti di governo è il reiterato diniego ad indire l'Election day, accorpando alle elezioni amministrative i referendum contro la privatizzazione dell'acqua e il nucleare, che consentirebbero un risparmio di quasi 300 milioni.

Ed è proprio da quest'ultima proposta che vogliamo partire, una proposta efficace, moderata e sui cui, ne siamo certi, in qualsiasi altro si sarebbero già trovata la piena convergenza tra le forze di maggioranza e opposizione. Una proposta che torniamo ad offrire soprattutto ai parlamentari marchigiani di ogni schieramento, affinché si adoperino per la sua favorevole accoglienza da parte del governo.

Ancona, 17 marzo 2011

Patrizia Casagrande - Presidente della Conferenza delle autonomie locali Marche

Graziano Fioretti - Presidente del Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro

sabato 12 marzo 2011

Belvedere Ostrense ristrutturerà la scuola elementare di Piazzale Risorgimento


“Ufficializzato il finanziamento Statale di 600.000 euro”

Ora è una certezza, la scuola elementare di Belvedere Ostrense non sarà trasferita.

Il rischio di un possibile trasferimento a breve termine è per ora scongiurato; sulla Gazzetta Ufficiale n. 37 del 15 febbraio 2011 è riportato il finanziamento di quasi 600.000 euro riconosciuto al Comune di Belvedere Ostrense per l’adeguamento sismico della attuale struttura scolastica “Enrico Medi” sita in piazzale Risorgimento.

IL progetto di ristrutturazione era partito nel 2007 con l’allora Amministrazione Moriconi che fece redigere il progetto preliminare di adeguamento sismico di scuola e palestra stimato ad un importo di 766.000 euro per il quale sempre l’allora Amministrazione avviò l’iter di finanziamento presso il dipartimento di Protezione Civile del Ministero dell’Interno tramite la Regione Marche.

A seguire gli organi nazionali chiesero una revisione del progetto chiedendo lo stralcio della attigua palestra; il progetto venne ridotto al solo stabile della scuola con un importo totale di 600.000 euro.

Anche se dalla Regione Marche erano arrivati a suo tempo riscontri positivi ed ottimistici sul riconoscimento del finanziamento, le vicende dell’anno scorso hanno fatto un po’ preoccupare noi del Gruppo Consiliare di minoranza ed anche la maggior parte dei cittadini Belvederesi sull’esito finale del progetto.

In effetti nel corso del 2010 l’attuale Amministrazione Piccioni ha tentato più volte di dirottare il finanziamento con il fine di utilizzarlo per l’ampliamento della scuola Media consortile da realizzare con l’Unione dei Comuni a San Marcello.

Per fortuna grazie alle istituzioni regionali ed agli organi ministeriali quella richiesta non è andata in porto ed ora è ufficiale: Belvedere ristrutturerà la sua scuola elementare.

Sembrerebbe anacronistico di questi tempi non sostenere la centralizzazione di una scuola, di un servizio pubblico, soprattutto da parte di chi ha sempre sostenuto l’importanza dell’accorpamento dei servizi come nel nostro contesto di piccoli Comuni.

A volte però come nel caso della scuola elementare di Belvedere ci si trova di fronte a decisioni molto difficili che valgono il futuro di una realtà paesana dove una scelta così importante travalica anche ciò che al primo impatto sembrerebbe ragionevole ed oggettivo.

Certamente ci sono diversi fattori che possono spingere verso la realizzazione di una scuola primaria centralizzata: una struttura del tutto nuova, realizzata con tutti i criteri tecnici e di modernità attuali, un unico polo scolastico consorziato sia nella scuola primaria che nella secondaria di primo grado per i tre Comuni, la ottimizzazione delle spese di gestione suddivise su tre realtà comunali, risparmio di risorse umane sia nell’ambito dei docenti che del personale di servizio, ecc. ecc..

Esistono però altri motivi che forse mettono in discussione i punti di cui sopra: l’assenza di una scuola primaria nel nostro territorio comunale, potrebbe scoraggiare giovani coppie ad insediarsi a Belvedere più favorevoli magari a scegliere una soluzione nel paese più vicino al polo scolastico con a cinque minuti d’auto una città come Jesi e la vallesina tutta, dove le opportunità di lavoro e di servizi sono decisamente maggiori che a Belvedere.

Questo potrebbe comportare la diminuzione di nuove costruzioni nel nostro territorio e quindi un freno al mercato immobiliare già non prosperoso ed al conseguente calo demografico.

Non avere più la scuola a Belvedere porterebbe anche alla diminuzione del flusso dei genitori che nell’accompagnare e nel riprendere i figli fanno anche le compere quotidiane; tutto ciò potrebbe andare a discapito dei commercianti presenti nel centro del nostro paese oltretutto a maggior ragione se si considera che adiacente al polo scolastico di San Marcello è in fase di realizzazione un grosso centro commerciale che già si è accaparrato il trasferimento di alcuni esercenti di Belvedere.

Il nostro non è assolutamente un discorso campanilistico ma è un discorso di sopravvivenza del paese, ancora ci sono i numeri che permettono a Belvedere di avere la propria scuola primaria, abbiamo registrato negli ultimi 5 anni una media di 23 nascite, con addirittura 30 bambini nati nel 2010.

Il finanziamento di 598.970 euro ottenuto grazie alla lungimiranza della passata Amministrazione comunale coprirà i costi dell’intero progetto di ristrutturazione ed adeguamento sismico della struttura scolastica e così finché qualche organo amministrativo superiore non darà diverse disposizioni, Belvedere continuerà ad utilizzare la sua scuola di piazzale Risorgimento.


giovedì 10 marzo 2011

17 marzo 2011 "150° Anniversario dell'Italia Unita"




Danni causati dal maltempo a fine febbraio/inizio marzo 2011 nella Provincia di Ancona


'Energie rinnovabili, il governo blocca gli investimenti'

I tagli dei finanziamenti contenuti nel decreto Ronchi portano di fatto alla paralisi un settore che tocca oltre 120mila posti di lavoro. Il parziale dietrofront voluto dal governo con la cancellazione del tetto massimo per il fotovoltaico non ha risolto l'incertezza in cui viene lasciato l'intero settore dal prossimo giugno.

L’approvazione del decreto ha suscitato un grave allarme in tutte le associazioni di imprenditori del settore delle rinnovabili e nella stragrande maggioranza delle imprese tanto che nelle ore immediatamente precedenti l’approvazione del decreto, il governo ha ricevuto oltre 14mila mail di protesta. Inoltre il sistema bancario ha già annunciato la sospensione dei finanziamenti previsti nel settore e una riunione dell’ Abi sull’argomento, prevista per il 16 marzo. Inoltre la scellerata scelta di chiudere il 3° conto energia, con un termine del 31/05/2011 in cui per accedere allo stesso l'Enel deve eseguire la connessione, comporterà la revoca dei finanziamenti delle banche. Dobbiamo quindi sospendere le installazioni perché anche se le finiamo domani mattina nessuno ci assicura che l'Enel le allacci al 31/05/2011. In altre parole, da un momento all'altro molte piccole aziende si troveranno senza fondi e senza clienti pronti ad investire nel fotovoltaico a causa del blocco degli incentivi. Il terzo Conto energia, la legge che disciplina la distribuzione degli incentivi e che doveva restare in vigore fino al 2013, cesserà di avere effetti il 31 maggio del 2011.
Oltre al danno anche la beffa. Il Ministro Romani, per correre ai ripari davanti alla totale chiusura di investimenti da parte delle banche per le PMI, annuncia che ci sarà un nuovo decreto che risolverà almeno i tempi e le quote concesse. Insomma aspettate e credete, una sorta di atto di fede per sapere se si riuscirà a porre fine a questa colossale incertezza. Per il PD della Provincia di Ancona, “il governo sta condannando il settore alla paralisi. I nostri Parlamentari hanno chiesto, fin da subito, che il governo rendesse noto nel più breve tempo possibile, lo schema degli incentivi al quale sta lavorando e che questo nuovo schema fosse in grado di sostenere la crescita del settore. Possiamo solo sperare che le parole del ministro Prestigiacomo, corrispondano a verità. Il danno fatto dal governo al comparto in questi i giorni, con i finanziamenti bloccati e gli investimenti delle imprese cancellati, sarà comunque enorme". Il PD provinciale critica anche Paolo Romani: "E’ scandaloso che il ministro dello Sviluppo economico non avesse previsto che l’incertezza sugli incentivi prodotta dal decreto di ieri avrebbe paralizzato il settore con danni economici, occupazionali e, non ultimi, ambientali molto consistenti. Ci chiediamo se si tratti di disattenzione o di volontà. Romani limiti i danni presentando il prima possibile il decreto con il nuovo schema degli incentivi. E faccia in modo che essi siano ancora in grado di sostenere la crescita del settore. Questa volta ascolti davvero gli operatori e le associazioni. L'annuncio che gli incentivi saranno modificati entro giugno ha il solo effetto di bloccare il settore.

In questi mesi nessuna impresa avrà la certezza dei ritorni attesi e ci saranno enormi difficoltà nell'ottenere o anche solo mantenere i finanziamenti bancari ricevuti. Noi siamo convinti che occorre una riforma degli incentivi che devono essere sostenibili e quindi anche ridursi per favorire le migliori tecnologie, ma soprattutto devono essere certi nel tempo. La stabilità nel tempo degli incentivi è condizione essenziale perché le imprese possano programmare i propri investimenti. Esattamente il contrario di quanto ha fatto il governo. Il nostro è l'unico governo dei Paesi avanzati che, invece di investire in una sfida strategica per il futuro, si impegna per affossare uno dei pochi settori che è cresciuto nonostante la crisi come dimostrano gli oltre 120 mila posti di lavoro”. “Il decreto sulle rinnovabili, così come attualmente formulato, è una pietra tombale sull’intero settore. Deve essere modificato il più presto possibile, ben prima del 30 aprile, perché getta nella totale incertezza un intero settore e ha già bloccato tutti gli investimenti in essere”. Il PD tramite i Consiglieri provinciale presenterà un ordine del giorno in Consiglio sul decreto rinnovabili.

da PD provincia Ancona

venerdì 4 marzo 2011

Taglio incentivi alle rinnovabili, la Provincia di Ancona scrive al governo

ANCONA - Continua a destare preoccupazione il blocco degli incentivi all'utilizzo delle energie rinnovabili contenuto nel decreto legge in discussione al consiglio dei ministri. A prendere posizione, questa volta, è la Provincia di Ancona che, con l'assessore all'Ambiente Marcello Mariani, si rivolge direttamente al governo con una lettera ai ministri per lo Sviluppo economico Paolo Romani e dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, in cui si chiede di mantenere inalterato l'incentivo per il fotovoltaico sulle coperture degli edifici e si ricorda l'impegno assunto dalla Provincia di Ancona e dalla Regione Marche con l'avvio della campagna Provincia Eternit Free per la rimozione delle coperture di amianto e la loro sostituzione con i pannelli fotovoltaici.

"Leggiamo con grande preoccupazione - scrive l'assessore Mariani - della volontà di bloccare in modo indifferenziato l'incentivazione del fotovoltaico una volta raggiunti gli 8 mila megawatt di potenza installata. Basti pensare che in Germania, tale soglia, è fissata a 52 mila megawatt. In particolare, riteniamo dannoso ostacolare integrazione del fotovolatico sui tetti, soprattutto se in sostituzione delle coperture in eternit. Quest'ultime, infatti, non solo non tolgono superfici utilizzabili per l'agricoltura, ma valorizzano l'architettura di basso pregio o di nuova costruzione, contribuiscono all'autonomia energetica e possono essere un'occasione di manutenzione straordinaria delle coperture o di bonifica in caso di presenza di eternit".

Guarda ai rischi futuri per lo sviluppo della green economy, invece, la presidente Patrizia Casagrande.

"Rischiamo di veder morire sul nascere - afferma la presidente - un modello economico ambientalmente sostenibile che si sta diffondendo oggi in Italia. Un autentico colpo di spugna alle politiche per la promozione di una crescita fondata su un nuovo modello energetico in grado di garantire la tutela della salute pubblica e dell'ambiente. È sicuramente necessaria una migliore programmazione delle aree per il fotovoltaico, ma non si deve rinunciare allo sviluppo delle energie rinnovabili. In questa direzione vanno campagne come Provincia Eternit Free, ma è fondamentale capire che per avere riscontri concreti, una politica di incentivi è condizione imprescindibile".

Ancona, 4 marzo 2011
Ufficio stampa della Provincia di Ancona

giovedì 3 marzo 2011

"EDUCARE EDUCATI"

Seminari sulle tematiche adolescenziali e sulla prevenzione del disagio giovanile
(Presso l'Auditorium Istituto Scolastico "G.Rossini" San Marcello)

Venerdì 4 marzo 2011 ore 21
Martedì 29 marzo 2011 ore 21
Venerdì 8 aprile 2011 ore 21
Venerdì 15 aprile 2011 ore 21